La devozione filiale, che locuzione antica, fuori moda e fuori orizzonti. Si parla sempre e solo del disastro o dell’incomunicabilità tra genitori e figli.
Tuttavia, se si guarda un video facilmente reperibile su YouTube, un po’ vecchio e un po’ sfocato, quel concetto torna. Meravigliosamente.
La star del sitar Ravi Shankar, credo al tempo ottantenne, che suona con la giovane figlia Anoushka. La ragazza è concentratissima, le hanno dato la possibilità di suonare con il padre, e lei l’ha presa seriamente, molto seriamente.
Non vuole sbagliare un solo accordo, una sola nota. Ogni tanto, getta uno sguardo di soppiatto al padre, per indovinare che cosa farà, come affronterà quel passaggio. E lì si vede attentissima. Poi, ogni tanto, il padre guarda verso di lei per una manciata di secondi, come a chiederle, ce la fai?, o per vedere che non stia cedendo alle difficoltà del pezzo.
E, allora, lei si illumina, come nelle favole, riscattando in questo modo tutti, dai Fratelli Grimm a Disney.
È una fiducia totale verso il genitore, che ti sta insegnando qualcosa, dell’arte o della vita. Il riconoscimento della propria inferiorità in quanto discepolo, apprendista, studente si potrebbe dire.
È la fiducia del credente, che si affida a Dio, riconoscendo la propria debolezza, e cercando conforto nell’altrui forza. Un momento meraviglioso gli occhi di Anoushka, e quei denti candidi che illuminano la scena.
Ora, Shankar è un nome conosciuto mondialmente. Un artista che ha riempito diversi decenni, portando i suoni indiani del sitar a convivere con l’Occidente. Se mettiamo questo fatto insieme al personaggio pubblico Anoushka che, del padre e le sue numerose storie amorose, ha parlato con franchezza, possiamo apprezzare ancora di più quel sorriso radioso. Non era un calesse, era proprio amore.
E quanti, in Occidente, sarebbero disposti a quel sorriso verso il padre? Invece di provare invidia, di inventarsi quella storia delle figure ingombranti che non ti fanno crescere, di pensare ai soldi che erediterai.
Grande artista, e grande donna, Anoushka.
©2023 VG

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