L’amore mangiato: Berlino e Sofia

Da L’amore mangiato, alcune pagine su Berlino.

…I tigli della piazza profumavano, quando Greta prese per mano Turi e, da Wittenbergplatz, lo portò in Kantstrasse. Attraversarono il Ku’damm, come chiamavano tutti quell’elegante viale. Turi era piuttosto intimidito da quel grande appartamento da ricchi. E ancor più da quella signora autoritaria, che lo aveva accolto con uno sguardo non troppo benevolo. Come se dicesse, ce l’hai fatta, italiano, a mettermi incinta la figlia. Il suo orgoglio lo spingeva a rispondere, sempre senza parole, io ti ho capito, ora tua figlia è mia, hai finito di comandare. Tutte quelle comunicazioni, non certificate da parole, passavano nell’aria sopra la tavola imbandita, tra frasi di circostanza. Edel pensava: È volgare, non istruito, non parla bene il tedesco, povera Greta. Passato l’innamoramento, se ne accorgerà. In più, con il figlio che nascerà… Turi pensava: La vecchia non molla, non le piaccio, troppo povero per lei, immigrato, per di più… Te ne accorgerai, vecchiaccia, dovrai fare i conti con Turi, d’ora in poi. L’unica a non vedere tuoni e fulmini era Greta. Innamorata, con il pensiero al figlio, e contenta che la madre avesse acconsentito a conoscere il suo uomo. Sorrideva, e i suoi occhi erano pieni di fiducia. Edel trovò, e pagò, un appartamento migliore, in Savignyplatz, per la coppia. Sofia nacque a ottobre. Il nome, che era quello della madre di Turi, piaceva anche a Greta. E anche a Edel, che ricordava come si chiamasse Sofia la prima regina di Prussia, ideatrice del castello di Charlottenburg. Turi, però, aveva la violenza dentro. Quella domestica del padrone, e quella pubblica della piccola prevaricazione. Poca intelligenza emotiva, un lusso che non si era mai concesso…

Lascia un commento

Sito con tecnologia WordPress.com.

Su ↑