IL MONDO DEI SELF

La letteratura è sondare la nostra imperfezione, ha detto qualcuno. Editoria fai da te, è la spiccia definizione del mondo self publishing da parte di qualcuno. Le cose non tornano. A meno di pensare che solo le case editrici siano in grado di indagare sulle caratteristiche dell’essere umano. Il Fai da te, poi, è una definizione commerciale, esplosa nel mondo anglosassone, Do It Yourself, negli anni ’50. Equivale a bricolage, lavoretti in casa per migliorarne aspetto e /o funzioni. Quindi, trattare il SP (selfpublishing) come se fosse una categoria di bricolage, è sì offensivo, ma anche stupido. Di ritorno dalla visita al Salone Internazionale del Libro di Torino e, più in particolare all’Area SP, posso dire che quell’iniziativa è un primo passo. Un Salone del Libro, deve tenere conto delle diverse realtà. Forse di tutte le realtà possibili del libro. È quindi meritorio da parte degli organizzatori aver ritagliato uno spazio per gli autori SP. Tuttavia, non si gioca alla pari. Ci sono migliaia e migliaia di proposte editoriali, a fronte di poche centinaia di proposte SP. È normale che sia così, le case editrici sono i pilastri del Salone. Ma il mondo editoriale non è certo stabile, è in via di definizione e ridefinizione. Gli equilibri non sono acquisiti. Per rappresentare degnamente il mondo SP, andrebbe fatto, da parte del Salone, un lavoro preventivo con gli autori, con molto anticipo, in modo che quelli selezionati possano apparire tutti insieme come il Catalogo di una Casa Editrice, con la forza di un cappello comune. Per cominciare. Compito impossibile? Compito estraneo al Salone? Da discutere, non bisogna chiudersi, ma aprirsi!

La visita agli stand mi ha fatto incontrare due storie. Che vi voglio raccontare.

LA DONNA DELLA BICI

È Adriana, la donna della bici. Forse perché la bici è metafora della vita. O forse perché la bici è una medicina. Le donne dagli angoli bruciacchiati, quelle che hanno sì visto un incendio, piccolo o grande, nella loro vita, ma che hanno saputo confinarlo agli angoli. Undici storie vere, che hanno in comune una conclusione, momentanea quanto si vuole, positiva. Come dire che ci si può scottare, o bruciare, ma anche reagire. Trovare una via di fuga in un’altra passione, in un altro rifugio.

Adriana Porto – Gli angoli bruciacchiati – amazon.it

L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI

Juri, a incontrarlo, sembra uno di quelli che hanno visto il mondo, e dall’espressione imperturbabile. Ma appena comincia a raccontare si sente che il mondo vuole venire fuori. Lui davvero pianta gli alberi, ma non come il personaggio di Jean Giono. Lui lo fa per mestiere, e per convinzione. Ha lavorato in British Columbia, e ora in Scozia. Il governo ha varato un piano non solo per ripiantare gli alberi abbattuti per il legname, ma anche per riforestare alcune zone, da Inverness ai Borders. E lui fa parte di questo programma. Pianta alberi, che è come accumulare futuro. Il suo libro racconta di un gatto con la passione per le onde, imbarcato per errore su un traghetto. Un gatto che cerca il suo posto nel mondo.

Juri J Michelin – Il gatto che inseguiva le onde – amazon.it

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