Listzmania fu un fenomeno di metà Ottocento. Franz Listz, ungherese, fu colui che rese i recital pianistici un fenomeno sociale, un’isteria collettiva. Nelle sue tournée europee raccoglieva ovunque fan, cui trasmetteva un’incontenibile voglia di immedesimarsi, di avere un contatto con lui. Un anticipatore dei fenomeni come l’idolatria per Elvis o per i Beatles. I suoi spettatori tiravano oggetti sul palco, come fosse un abbraccio, e si narra che alcune donne tirassero gli indumenti intimi, in una specie di comunione laica, o di trance malata. era il feticcio del pubblico, e c’era la corsa per accaparrarsi un ciuffo dei suoi capelli. Roba da religione, da culto dei santoni. Forse, quello era il loro passaporto per il sogno. Poi Listz cambiò registro, e compose musica intimistica e poi sacra. Diceva: Ho un dolore così forte nel cuore, che deve venir fuori sotto forma di suono! Liebestraum, il Sogno d’Amore, 1850, è una serie di tre composizioni per pianoforte solo. Il sogno è quello romantico, che qualche decennio dopo diventerà psicoanalitico. e qui si ricollega all’immagine proposta. Una bambina di Valerio Berruti (More than Kids, Alba, Fondazione Ferrero) che, fotografata da quella posizione, mostra il suo liebestraum, non so se romantico o psicoanalitico. Il brano proposto è una magnifica versione per piano e violoncello di Yoonkyung Cho.
©2025 Valerio Griffa

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