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The myth of Orpheus revisited in the eighteenth century by Gluck & Calzabigi.

Il Mito di Orfeo e di Euridice ha molto da insegnare. Orfeo, figlio della musa Calliope, e la ninfa Euridice si amano. Lui incanta tutti con la sua lira e il suo canto, una musica che ammalia, che seduce perfino gli animali. Induce uno stato di trance tramite la musica, distingue tra corpo mortale e anima immortale. Ma si mettono di mezzo le TRAME CELESTI, v. post. Euridice muore e lui deve scendere negli inferi a recuperarla. Come? Incantando l’aldilà con la sua lira e la sua voce. Finirà male, perché…

Quando Ranieri de’ Calzabigi, poeta livornese, scrive il libretto il mito si è già sfrangiato in mille rivoli e interpretazioni. e anche lui dà la sua, moderna. Parole Grandi:

Grande, o numi, è il dono vostro
lo conosco, e grata io sono:
ma il dolor, che unite al dono
è insoffribile per me.

Orfeo ed Euridice, Christof Gluck, libretto di Ranieri de’ Calzabigi, 1762, Versione di Vienna, voce del controtenore Philippe Jaroussky

https://www.youtube.com/watch?v=Z8dIevs0VlU

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