Il gioco umano

Stupire ed emozionare, questo è il Barocco. Con teatralità, decorazioni sfarzose, effetti di luce. In musica, Monteverdi è l’innovatore, quello che ha iniziato la musica barocca nel primo ‘600. È anche colui che ha dato una forma compiuta all’opera, con il magistrale Orfeo, e poi con L’incoronazione di Poppea. Maestro di Cappella a S.Marco a Venezia, lasciò anche una raccolta di madrigali, cioè componimenti in cui musica e testo sono in stretta relazione. Monteverdi portò il genere verso il madrigale drammatico. In questo caso, si tratta del dolore per un amore non corrisposto, una ferita che sembra trovare sollievo nella speranza. Il gioco tra speranza e dolore, il gioco umano. Sì dolce è il tormento che in seno mi sta / Ch’io vivo contento per cruda beltà / Nel ciel di bellezza / S’accreschi fierezza / Et manchi pietà / Che sempre qual scoglio / All’onda d’orgoglio / Mia fede sarà…… Cangiando mia sorte / Col dardo di morte / Il cor sanerò… Fin qui Monteverdi. Ma questa versione, Léa Desandre mezzosoprano e Thibault Cauvin chitarra, è speciale. È il barocco fatto a chitarra, è come se a una chiesa barocca togliessimo tutte le decorazioni,  gli originali, le statue,  le colonne torte, per lasciare solo la luce, quella di Juvarra. Il testo è attribuito a Carlo Milanuzzi.

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