LA RABBIA E L’ACCETTAZIONE

Chissà se è vero che, da Parigi, il compositore sentiva la nostalgia di Madrid e, in particolare, del Palazzo Reale di Aranjuez, e dei suoi Giardini. Lui, Joaquín Rodrigo, non vedente dalla nascita e sposato a una pianista turca che rischiò la vita nella sua prima gravidanza, finita con un aborto spontaneo, aveva scritto quella... Continua a leggere →

IL MONDO DEI SELF

La letteratura è sondare la nostra imperfezione, ha detto qualcuno. Editoria fai da te, è la spiccia definizione del mondo self publishing da parte di qualcuno. Le cose non tornano. A meno di pensare che solo le case editrici siano in grado di indagare sulle caratteristiche dell’essere umano. Il Fai da te, poi, è una... Continua a leggere →

INCONTRO ALLA SERA

Arriviamo all'ultimo tratto della vita troppo ignoranti: non conosciamo la malattia, non sappiamo cosa significhi davvero invecchiare. Non abbiamo una cultura della vecchiaia. E senza cultura, la longevità rischia di essere solo sopravvivenza, non vita piena... Abbiamo scuole per l'infanzia, università per la formazione, ma non abbiamo nulla che educhi alla vecchiaia, alla malattia, alla... Continua a leggere →

OBSOLESCENS

O come t'inganni, se pensi che gli anni, non hanno a finire, bisogna morire… La morte crudele, a tutti è infedele, ognuno svergogna, morire bisogna… *** Oh, how you deceive yourself, if you think that your time, won’t come to an end, we have to die... Cruel death,  betrays us all, abases us all, we must... Continua a leggere →

L’IRA DI UNA DONNA

Il litigio di coppia, raccontato con parole o con parole e musica, è un classico di ogni epoca. Senza scomodare gli dei greci e romani, le tragedie e le commedie, i poemi e le poesie, sembra che questo tema appassioni. Come se una relazione, una qualsiasi relazione, porti in sé il litigio che, a un... Continua a leggere →

Mari, o dell’inventione

C’è qualcosa di magico, che richiama lo stupore sette-ottocentesco di fronte alle macchine. Quando vedi Mari Samuelsen con il suo violino, ti viene davvero la voglia di considerarla una macchina, in cui lo strumento, il violino, è solo una parte dell’ingranaggio complesso. Deve essere un effetto che fa a tutti, perché è inusuale. Ci si... Continua a leggere →

L’amore mangiato, Berlino e Sofia, 3

Estratto da L'amore mangiato Edeltraud è un nome duro. Una specie di corazza. Un mettere subito le cose in chiaro, come piace ai prussiani. Chissà se, pur con quel nome, le cose sarebbero state diverse, senza gli anni nazisti. Senza quei mesi con i russi in città. O se, invece di crescere nella capitale del Grande Male,... Continua a leggere →

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