LA RABBIA E L’ACCETTAZIONE

Chissà se è vero che, da Parigi, il compositore sentiva la nostalgia di Madrid e, in particolare, del Palazzo Reale di Aranjuez, e dei suoi Giardini. Lui, Joaquín Rodrigo, non vedente dalla nascita e sposato a una pianista turca che rischiò la vita nella sua prima gravidanza, finita con un aborto spontaneo, aveva scritto quella... Continua a leggere →

SEVEN SHADES OF WEST – 1

Mi capita, verso sera, di guardare verso ovest. Non per cercare il tramonto, ma per vedere come diavolo farà, quel giorno di quella stagione, il sole a congedarsi. Non è solo una questione di luce. Lo è di nubi, cioè dell’atmosfera e delle sue memorfosi e compromessi. Dunque, dato per scontato che d’inverno il sole... Continua a leggere →

INCONTRO ALLA SERA

Arriviamo all'ultimo tratto della vita troppo ignoranti: non conosciamo la malattia, non sappiamo cosa significhi davvero invecchiare. Non abbiamo una cultura della vecchiaia. E senza cultura, la longevità rischia di essere solo sopravvivenza, non vita piena... Abbiamo scuole per l'infanzia, università per la formazione, ma non abbiamo nulla che educhi alla vecchiaia, alla malattia, alla... Continua a leggere →

OBSOLESCENS

O come t'inganni, se pensi che gli anni, non hanno a finire, bisogna morire… La morte crudele, a tutti è infedele, ognuno svergogna, morire bisogna… *** Oh, how you deceive yourself, if you think that your time, won’t come to an end, we have to die... Cruel death,  betrays us all, abases us all, we must... Continua a leggere →

L’IRA DI UNA DONNA

Il litigio di coppia, raccontato con parole o con parole e musica, è un classico di ogni epoca. Senza scomodare gli dei greci e romani, le tragedie e le commedie, i poemi e le poesie, sembra che questo tema appassioni. Come se una relazione, una qualsiasi relazione, porti in sé il litigio che, a un... Continua a leggere →

L’amore mangiato, Berlino e Sofia, 3

Estratto da L'amore mangiato Edeltraud è un nome duro. Una specie di corazza. Un mettere subito le cose in chiaro, come piace ai prussiani. Chissà se, pur con quel nome, le cose sarebbero state diverse, senza gli anni nazisti. Senza quei mesi con i russi in città. O se, invece di crescere nella capitale del Grande Male,... Continua a leggere →

L’amore mangiato, Berlino e Sofia, 2

Il Muro era sempre lì, a ricordare quella vecchia separazione della città. Il mondo si era aperto, trasformandosi in un computer, in un fast food, in un’autostrada, in un aeroporto. Ma lì, lungo le vie di Berlino, quei blocchi di cemento allineati mostravano ancora due visioni estreme e contrapposte. Quasi una rappresentazione in 3D dell’animo umano.... Continua a leggere →

Anoushka

La devozione filiale, che locuzione antica, fuori moda e fuori orizzonti. Si parla sempre e solo del disastro o dell’incomunicabilità tra genitori e figli. Tuttavia, se si guarda un video facilmente reperibile su YouTube, un po' vecchio e un po' sfocato, quel concetto torna. Meravigliosamente. La star del sitar Ravi Shankar, credo al tempo ottantenne,... Continua a leggere →

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