C’è qualcosa di magico, che richiama lo stupore sette-ottocentesco di fronte alle macchine. Quando vedi Mari Samuelsen con il suo violino, ti viene davvero la voglia di considerarla una macchina, in cui lo strumento, il violino, è solo una parte dell’ingranaggio complesso. Deve essere un effetto che fa a tutti, perché è inusuale. Ci si... Continua a leggere →
