Il litigio di coppia, raccontato con parole o con parole e musica, è un classico di ogni epoca. Senza scomodare gli dei greci e romani, le tragedie e le commedie, i poemi e le poesie, sembra che questo tema appassioni. Come se una relazione, una qualsiasi relazione, porti in sé il litigio che, a un certo punto esplode, diventa il linguaggio di coppia.
Handel, o Händel come effettivamente si chiamava, è uno di quegli autori che ha lasciato il segno. Un super segno. Cosmopolita, la sua musica barocca è influenzata da quella italiana, francese, tedesca e inglese, grazie anche alla sua lunga permanenza a Londra. Un autore europeo, si può dire. Nel suo soggiorno a Roma, ha musicato quel difficile capolavoro che è Il Trionfo del Tempo e del Disinganno, con libretto nientemeno che di un cardinale, Benedetto Pamphilj. Anno 1707, HWV 46a.
Almira, Regina di Castiglia, 1704, è la sua prima opera. Il libretto di Pancieri, scritto a Venezia dieci anni prima, è stato ripreso dal giovane Händel, diciannovenne, in occasione del suo soggiorno ad Amburgo. Voleva dimostrare di non essere solo un violinista, di sapere anche comporre. Fece un piccolo pasticcio con il libretto. Voluto. Lasciò alcune arie e recitativi in italiano, e tradusse il resto in tedesco. Era qualcosa di furbo: l’italiano, nell’opera, era il linguaggio colto internazionale, anche se pochi lo capivano; il tedesco, serviva per acchiappare consensi ad Amburgo, e in Germania. D’altronde, quando si comincia…
Dunque, Almira, la regina del Regno di Castiglia. Come sempre, i librettisti preferivano parlare d’altro, per non essere censurati. La storia è allegorica, con la regina che ama il suo segretario, e la corte intorno impegnata in amori e intrighi. Con la presenza allegorica di Europa, Asia, Africa, a simboleggiare la potenza spagnola universale. In particolare, la principessa reale Edilia amoreggia con Osman, figlio del capo della Guardia Reale. E, amoreggiando, si ingelosisce e minaccia vendette. È proprio questa la scena in questione. La IV dell’Atto I, in cui Osman si presenta con la corona di fiori (l’amore) rifiutata da Edilia, che inveisce contro di lui: Proverai di che fiere saette, s’armi l’ira di donna tradita!
Già solo il titolo dell’aria restituisce un sentore di contemporaneità, ma è la sua interpretazione a essere magnifica, strabiliante. Interpretazione moderna di un’opera barocca, da parte del Boston Early Music Festival, 2013. Paul O’Dette e Stephen Stubbs, e i coreografi, hanno fatto un’operazione convincente, non distruggendo com’è spesso costume oggi, l’ambiente, lo scenario, i costumi relativi alla storia, ma semplicemente tenendo conto del linguaggio contemporaneo, per di più americano. Con una serie di agganci scenici e gestuali, una vera strizzata d’occhio al pubblico.
La principessa Edilia, Amanda Forsythe, soprano americano, in questo è perfetta, come lo è Zachary Wilder, tenore, Osman. Il canto è forte, pulito, mentre le espressioni raccontano dell’incomprensione, dell’ira, dell’offesa. Osman, con il suo bel costume, sfodera una serie di espressioni da spagnolo formale, tutto avvolto nel suo onore, ma pronto a un volemose bene. Ci sono diversi momenti moderni: quando Edilia, con le due damigelle, si mette in posizione con le braccia aperte e le mani sui fianchi, come dire: che hai fatto brutto stronzo, ora te la vedi con noi. Poi quando lei chiama l’uomo vicino muovendo l’indice verso di sé, e lui crede a un ripensamento, sorride, come a dire: ora sì che sei la mia principessa, e lei gli sfila la spada, simbolo del potere e del privilegio maschile. A quel punto, lui non sa se prenderla come uno scherzo o temere che il suo mondo (l’arma) sia stato profanato. Per non sbagliare interpretazione, una damigella si posiziona dietro di lui, per impedirgli di sfuggire alla lama impugnata da Edilia.
Sembra di vedere un musical di Broadway o un fumetto, ma con vestiti e gorgiere del Seicento. E con una musica barocca incalzante, magnifica, che sostiene l’azione. In più, i movimenti scenici, in particolare delle damigelle, sono un testo in più, che accompagna quello scarno dell’aria. E Amanda è splendida, con doti musicali e attoriali eccelse. Non a caso, è una delle mie preferite.
Visione consigliata a maschi che non prendono sul serio le sfuriate femminili.
©2025 Valerio Griffa

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