Franz Kafka lo aveva scritto nel 1915. Un racconto che aveva impressionato tutti. Quella trasformazione di Gregor Samsa in un insetto metteva il dito nella piaga. Insetto, per i più, è una cosa ripugnante, da scacciare e da schiacciare. Il cambiamento di Gregor aveva costretto tutti, nella famiglia, a cambiare atteggiamento, come lui era cambiato.... Continua a leggere →
OBSOLESCENS
O come t'inganni, se pensi che gli anni, non hanno a finire, bisogna morire… La morte crudele, a tutti è infedele, ognuno svergogna, morire bisogna… *** Oh, how you deceive yourself, if you think that your time, won’t come to an end, we have to die... Cruel death, betrays us all, abases us all, we must... Continua a leggere →
NORVÈGE, ÉDITION FRANÇAISE
Èappena uscita l'edizione francese della mia NORVEGIA - NATIONAL GEOGRAPHIC. C'est tout!
CUCÙ
LIBRERIA SELF PUBLISHING È tempo di Salone, se vieni a Torino, mi trovi al Pad 2, Area Self Publishing, sabato 17 ©2025 Valerio Griffa
STARE IN PARADISO
La chacona è una danza popolare spagnola, forse di importazione centroamericana, del Cinquecento, vivace, da festa, e piuttosto erotica. Tempo ternario, con variazioni su un basso. Passata come forma musicale alle corti europee nel Seicento, viene chiamata ciaccona in Italia, famosa quella di Monteverdi, chaconne in Francia, Gran Bretagna e Germania. Famosissime quella di Bach e... Continua a leggere →
L’IRA DI UNA DONNA
Il litigio di coppia, raccontato con parole o con parole e musica, è un classico di ogni epoca. Senza scomodare gli dei greci e romani, le tragedie e le commedie, i poemi e le poesie, sembra che questo tema appassioni. Come se una relazione, una qualsiasi relazione, porti in sé il litigio che, a un... Continua a leggere →
Il suono dell’acqua
Alhambra, la Città Rossa, sulla colllina di Granada. Piena di torri, passaggi, patio, arabeschi, vasche. Una icona del mondo arabo, passato per l’Africa settentrionale, e arrivato sulle coste e sulle alture andaluse. Evocare un luogo come quello, significa impegnare il cervello a immaginare ombre e acqua, caldo e vento. Tutto il repertorio che si ritiene... Continua a leggere →
Mari, o dell’inventione
C’è qualcosa di magico, che richiama lo stupore sette-ottocentesco di fronte alle macchine. Quando vedi Mari Samuelsen con il suo violino, ti viene davvero la voglia di considerarla una macchina, in cui lo strumento, il violino, è solo una parte dell’ingranaggio complesso. Deve essere un effetto che fa a tutti, perché è inusuale. Ci si... Continua a leggere →
L’amore mangiato, Berlino e Sofia, 3
Estratto da L'amore mangiato Edeltraud è un nome duro. Una specie di corazza. Un mettere subito le cose in chiaro, come piace ai prussiani. Chissà se, pur con quel nome, le cose sarebbero state diverse, senza gli anni nazisti. Senza quei mesi con i russi in città. O se, invece di crescere nella capitale del Grande Male,... Continua a leggere →
